Cangiano Marzia bloggerperfecto | il gallo senza le galline non può fare l'uomo | Il Cannocchiale blog
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Il gallo senza le galline non può fare l’uomo
diritti
1 dicembre 2007
Equiparare. Ieri e oggi. E domani?


“PROTEGGIMI DI MENO, INCLUDIMI DI PIU'”

MANIFESTO-APPELLO


EQUIPARARE - INNALZARE - INCLUDERE
Più welfare e più inclusione nel mercato del lavoro per le donne
 




La violenza sulle donne non nasce OGGI. Accade da IERI. Anni di lotte femminili o femministe, hanno avuto come risultato: il diritto al voto e al lavoro.  Tutto il resto è finzione, una pagliacciata, una messinscena per tenerci buone e zitte. Ma noi, che siamo creature dotate di intelligenza e non scarfalietti, non ci siamo fatte bastare i biscottini e stiamo lottando ancora. Purtroppo ad oggi la nostra lotta ha come urgenza prima la sopravvivenza della specie. Per sopravvivenza non s’intende solo quella fisica. Una donna violentata continua a vivere solo fisicamente.

Vi rimando a questo vecchio post di Barbara, dai commenti potrete da soli farvi un'idea dello schifo. Intanto vi copioincollo questo commento al post di Luca il Sannita, leggendolo ho ripreso fiato e smesso di piangere.

 

Prima di leggere i commenti, mi stava venendo da commentare "Ma tutte a te capitano?".
Poi ho deciso di leggerli. Tutti e 56 (al momento in cui scrivo). Adesso mi vergogno di essere uomo, prima che essere umano. A stento trattengo le lacrime mentre scrivo queste righe. E ho dovuto usare molta violenza su me stesso per leggere tutto fino in fondo. Una sensazione del genere l’ho provata soltanto quando ho letto del massacro di Bullenhauser Damm.
Mi domando: se D*o ha usato tutto quel tempo per fare della donna l’essere angelico che è, perché non ha fatto lo stesso con noi? Perché... Scusate, forse sto delirando. Ma non ho parole. Solo lacrime sincere, a fiumi. E vergogna, infinita vergogna. Non posso immaginare qualcosa di peggiore di questo. Conoscere è la cosa principale. Le testimonianze mi fanno stare male, ma mi aiutano a combattere. Mi danno nuova linfa, nuova carica, nuova determinazione. Durante il referendum sulla legge 40, ho sentito molte testimonianze di donne che cercavano solo di essere madri. E mi convincevo ancora di più della necessità di quella battaglia.
Voi oggi mi date ancora più forza e determinazione per continuare in un’altra battaglia, assieme a voi. Vi voglio bene, dal profondo del cuore
.

SOCIETA'
16 novembre 2007
Vola tu dov’ io vorrei volare

Dal Blog di Nausica-a apprendo ed inoltro questo appello:  Fermiamo la violenza con un sorriso!

qua rido!


Conoscete voi sorriso più bello di quello di un bambino? Esiste forse sorriso più disarmante e spontaneo? Spontaneo è la parola chiave. I sorrisi adulti sanno essere artificiali, di circostanza, di messa in posa; quelli dei bambini invece sono la risposta sincera al bello, al nuovo, all’inaspettato. Sforzandoci di recuperare questa spontaneità, attendiamo e invochiamo il giorno in cui il sorriso di un bambino riesca a disarmare la mano adulta e ostile, assassina e violenta, prima che anche questo riso spontaneo si trasformi in un ghigno rabbioso.
qua nun rido pè gnente!

LAVORO
6 luglio 2007
A Vulvia per una presta libertà

Sogni e Bisogni, mica truffaut!  Vulvia

Salvate la zita mia! Salvate la luce delle mie pupille assediate dalla cataratta della solitudine.

Questo l’appello di un uomo disperato che non chiede altro che la restituzione della zita sua, la quale da tempo è tenuta prigioniera da una banda di balordi allegrotti che la costringono a giochi, balli e risa forzati. Il Pdn, ovviamente non può chiudere gli occhi sulle avversità che hanno colpito questa zita e quest’uomo catarattico, quasi cieco ormai.

Chiunque voglia lanciare il suo appello, può farlo qui.


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permalink | inviato da bp il 6/7/2007 alle 9:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
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Nun me tuccate Napule

faciteme ‘o favore,

e nun cuntate stroppole

dicenno ca è folklore!

 

Nun tormentate Napule

cu ll’aria e chi disprezza

chi campa dint’è vicule

e ‘a vita l’apprezza!

 

Nun affliggite Napule

cantanno litanie:

morte, miseria ‘e popolo

e ciento malatie!

....

Saccio ca pure all’Estero

ce stà gente ‘int’e vasce;

perciò cagnate musica!

Jettate ‘sti grancasce!

 

C’è stato maie nu popolo,

Città, nu Continente

addò se campa facile

e nun succede niente?

 

Certo ca no! E scrivetelo!

Facite nu Cungresso!

Parlate! Cunfessatelo

ca ‘o munno è tutto ‘o stesso!

 

Progresso Tecnologico?

È certo, ce fa onore:

s’industrializza l’anema..

se meccanizza ‘o core…!

 

Però Napule… è Napule!

E ‘o Sole che è l’amante

l’asciutta tutte ‘e llacreme!

Perciò nun more…

                          …E Canta!

G.C.











Bippì on TuTubbi









 



Philip Mazzei, mica bruscolini!






 

Penziere mieje, levàteve sti panne,


stracciàtev' 'a cammisa, e ascite annuro.


Si nun tenite n'abito sicuro,


tanta vestite che n'avit' 'a fa?


 

Menàteve spugliate mmiez' 'a via,


e si facite folla, cammenate.


Si sentite strillà, nun ve fermate:


nu penziero spugliato 'a folla fa.


 

Currite ncopp' 'a cimma 'e na muntagna,


e quanno 'e piede se sò cunzumate:


un'ànema e curaggio, e ve menate...


nzerrano ll'uocchie, primm' 'e ve menà!

 

Ca ve trovano annuro? Nun fa niente.


Ce sta sempe nu tizio canusciuto,


ca nun 'o ddice... ca rimmane muto...


e ca ve veste, primm' 'e v'atterrà.

 

E. De Filippo

1948















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