Cangiano Marzia bloggerperfecto | il gallo senza le galline non può fare l'uomo | Il Cannocchiale blog
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Il gallo senza le galline non può fare l’uomo
spettacoli
2 aprile 2008
Domani si invecchia
Domani si invecchia.
E quant’ero piccola ieri.
E quanti ieri dovrò contare prima di rivedermi lì: una panchina e due binari; una valigia enorme e niente di utile. Un vagone boomerang.
“Lasciare il paesello per la Capitale. Troppa strada si ha da fare. E com’è dura ritornare.”
Entrare di netto in una bugia, questo mi piaceva. Mentire sapendo di mentire, questo era solo un gioco.  Ma l’aria era fresca e saporita. E quella bugia è stata una casa accogliente.
“Lasciare il paesello per la Capitale. Troppa strada si ha da fare. E com’è dura ritornare.”
Pensare al ritorno prima ancora di essere partiti, fa pensare ad una fuga. Lesta ed incosciente. Ma non c’è tormento, perché chi fugge sa che cosa cerca..!
“Lasciare il paesello per la Capitale. Troppa strada si ha da fare. E com’è dura ritornare.”
Il finestrino si affaccia su ciò che lasci, una messa in scena di alberi e case, che se solo il binario scivolasse un po’ più lento, ci potresti intravedere qualche anima in quelle case e forse ti verrebbe voglia di non partire più.
“Lasciare il paesello per la Capitale. Troppa strada si ha da fare. E com’è dura ritornare.”
Ma io partivo: incredulità per quello che lasciavo e una valigia assortita.
Partivo.  Mentivo.  No, forse tacevo.
“Lasciare il paesello per la Capitale. Troppa strada si ha da fare. E com’è dura ritornare.”




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DIARI
23 gennaio 2008
La notte era bianca a Roma

 Stazione di Roma Trastevere E me ricordo che certe sere restavamo zitte per ore ed ore, perché nun c’avevamo più un cazzo da dicce. E quanno se resta per ore in silenzio senza avesse più un cazzo da disse, vor dì che ce s’è detto tutto, vor dì che ce s’è raccontato tutto er passato, e che sur presente nun ce se deve raccontà gnente perché lo si vive ’nzieme.
Er presente nun se racconta… quello, semmai, se sconta!

 

 

Tratto dal romanzo “Lei e l’altra”

 piccole donne che vorrebbero tanto crescere ma c’è sempre qualcosa che glielo impedisce.

spettacoli
21 gennaio 2008
Inchinati al bidet

Inchinati al bidet
Solo un pensiero bianco in un puntino rosso,
in un puntino nero un fazzoletto bianco.


LIBMAGAZINE


 


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consumi
27 dicembre 2007
Per un eppi soppy 08

Gioca agli auguri con  raccoon

Dediche augurali per mezzo di iutub.

Filo rosso : Amico fragile

Colonna sonora : l’omonima canzone di De Andrè.




...all’amico che tanto tempo fa era qui, ad un passo da me e che oggi soffia nel vento di notte..
che ogni pozza gli sia mare e ogni ruscello fiume.




...a Napule chè non v'è anima più fragile, nè amica più certa..
che sappia fare della sua storia il suo futuro e il mio.



...a todos,
acchè la Fantasia discenda su di voi e con voi rimanga siempre!

SCIENZA
30 novembre 2007
Notti e già ne avrò contate 100



Ci sono giorni in cui se l'amico ti parla tu decidi di non ascoltarlo, questi giorni sono gli stessi in cui di notte, se il sonno ti chiama tu decidi di dormirci su. In questi giorni, poi, può capitare anche che ti scappi da piangere, così per gioco, per sfogo. E può anche essere che terminata la lacrimazione non senti di aver pianto l’ultima lacrima. Mai venga l’ultima lacrima! Versata questa l’occhio rimarrebbe a secco. Preventivamente, decidi di uscire fuori in giardino. lì troverai ad attenderti il solito amico che s’ostina a volerti parlare, lo rifiuterai ancora e scapperai nel sonno. dal sonno alla lacrima il passo si fa sempre più breve.. sembra quasi che la palpebra, chiudendosi, vada a stimolare la ghiandola lacrimosa acchè si dia sollievo all’arido. inizia la lacrimazione e ti toglie il sonno. la posizione supina aiuta i rivoli lacrimosi a scorrere lungo le tempie fino ad addormentarsi tra i tuoi capelli. dormono, loro! per ovviare prontamente al problema, ti sposti sul lato destro: i rivoli che fuoriescono dal bulbo destro, colano sul cuscino senza ulteriori danni, ma quelli che fuoriescono dal bulbo sinistro, scivolano giù verso il naso, mettendo a dura prova la resistenza delle cavità nasali. anche questo sonno è perduto. un piccolo ragionamento ti suggerisce che la situazione non cambierebbe se ti spostassi sul lato sinistro, difatti, come suolsi dire: cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. però, scorrendo sullo stesso lato, basta un leggero scatto per ritrovarti faccia al cuscino. il risultato appare da subito soddisfacente: le lacrime vanno a cadere direttamente sulle federe assorbenti e l’occhio non ne risente. l’occhio! ma bastano pochi minuti e di nuovo va a friggersi il sonno.  le morbide federe, infatti, oltre ad assorbirti le lacrime, stanno assorbendoti anche il respiro, le narici che vanno a schiacciarsi sul cuscino trovano seri impedimenti al loro regolare funzionamento.

non si può dormir piangendo, nè si può piangere dormendo. scegli! o piangi o dormi.  potresti piangere durante quelle strazianti notti insonni e dormire durante quelle notti in cui il sonno …  cioè, in cui … non so, esistono queste notte in cui..?

SOCIETA'
27 novembre 2007
Quando tramonta il sol


Quando il sole è in una posizione tale da inondarti gli occhi di luce privandoli delle necessarie ombre, il risultato è che non vedi ad un palmo dal tuo naso. Questo è quanto si crede stia accadendo nel mondo tutto ed in Italia in parte: che un sole grosso e rosso si sia piazzato nell’alto dei cieli, in quell’esatta posizione, accecando la vista dei curiosi abitanti della terra.

L’effetto è devastante: l’uomo riversa la sua misera umanità in ogni donde, seminando il buio tutt’attorno. Figlia primogenita di quest’uomo cieco è la violenza, una violenza non più solo istintiva ma invocata come necessaria valvola di sfogo per chissà quale mancanza … e giù tutti a violentare: e si violentano gli stadi, come le scuole, come i bambini, come le donne. Va bene tutto, basta che violenza sia fatta.

 

Mentre ancora mi arrovello sulla questione violenza e donna, mi sorprendo a mettere fuori
la testa dal sacco. 
Leggo e leggo e leggo e leggo .




Living in the dark




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cinema
18 novembre 2007
Piacere sono Antonio Rezza, l’irraggiungibile!

Franco Battiato è un uomo lungo, molto lungo, potrei scrivere alto … ma l’altezza non rende la lunghezza. Franco Battiato è un uomo intelligente, umile ed intelligente, concreto e realista. Franco Battiato è uno scrittore, che preferisce scrivere per immagini anziché approssimarsi al consunto metodo della penna sul foglio. Franco Battiato è uomo logorroico, di una logorrea che non si esprime nel face to face, bensì nel face to screen.


Da Musikanten  - anche qui -

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Nun me tuccate Napule

faciteme ‘o favore,

e nun cuntate stroppole

dicenno ca è folklore!

 

Nun tormentate Napule

cu ll’aria e chi disprezza

chi campa dint’è vicule

e ‘a vita l’apprezza!

 

Nun affliggite Napule

cantanno litanie:

morte, miseria ‘e popolo

e ciento malatie!

....

Saccio ca pure all’Estero

ce stà gente ‘int’e vasce;

perciò cagnate musica!

Jettate ‘sti grancasce!

 

C’è stato maie nu popolo,

Città, nu Continente

addò se campa facile

e nun succede niente?

 

Certo ca no! E scrivetelo!

Facite nu Cungresso!

Parlate! Cunfessatelo

ca ‘o munno è tutto ‘o stesso!

 

Progresso Tecnologico?

È certo, ce fa onore:

s’industrializza l’anema..

se meccanizza ‘o core…!

 

Però Napule… è Napule!

E ‘o Sole che è l’amante

l’asciutta tutte ‘e llacreme!

Perciò nun more…

                          …E Canta!

G.C.











Bippì on TuTubbi









 



Philip Mazzei, mica bruscolini!






 

Penziere mieje, levàteve sti panne,


stracciàtev' 'a cammisa, e ascite annuro.


Si nun tenite n'abito sicuro,


tanta vestite che n'avit' 'a fa?


 

Menàteve spugliate mmiez' 'a via,


e si facite folla, cammenate.


Si sentite strillà, nun ve fermate:


nu penziero spugliato 'a folla fa.


 

Currite ncopp' 'a cimma 'e na muntagna,


e quanno 'e piede se sò cunzumate:


un'ànema e curaggio, e ve menate...


nzerrano ll'uocchie, primm' 'e ve menà!

 

Ca ve trovano annuro? Nun fa niente.


Ce sta sempe nu tizio canusciuto,


ca nun 'o ddice... ca rimmane muto...


e ca ve veste, primm' 'e v'atterrà.

 

E. De Filippo

1948















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selezione poetica curata da
pasqualedigennaro











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